Ancora un morto in un cantiere mondiale. E’ accaduto a Sao Paulo, dove si corre per cercare di consegnare in tempo lo stadio per il Mondiale. Il 12 giugno si dovrebbe disputare BrasileCroazia nella nuova Arena, ormai si chiamano tutte così, che sarà poi la casa del Corinthians.

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Andando oltre i pronostici sportivi, c’è qualcuno che i Mondiali brasiliani del 2014 li ha già vinti. È Oderbrecht, uno dei maggiori colossi industriali del mondo, nome tedesco (del suo fondatore-profeta), ma cuore e sede legale in Brasile, a Salvador, dal 1944. L’arrivo dalla Germania della famiglia Oderbrecht è inizio di un’avventura economica senza precedenti. Questo grazie a ingenti aiutini di Stato, soprattutto se si guarda all’ultimo decennio. E se Oderbrecht è stato ed è tuttora Indiana Jones, Inacio Lula Da Silva è stata la sua frusta.

 

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Anche Socrates aveva un suo undici ideale, la sua formazione tipo. Il compito di dare voce alle parole del grande campione brasiliano è come sempre di Valerio Mastandrea. Un undici davvero particolare, quello di Socrates, che sancisce il fatto che anche il pallone non è nulla senza passione e poesia. E non può che iniziare così la terza puntata di BrasilS. Ci occuperemo infatti di quelli che sono i veri beneficiari nell’organizzazione dei due grandi eventi sportivi planetari: aziende e politici. Detto nella scorsa puntata del legame tra i dirigenti brasiliani e il regime militare, in questa, grazie al contributo di Fùtbologia, scopriamo che quella brasiliana non è una eccezione, ma una triste regola: riciclarsi nello sport dopo avere ricoperto ruoli di potere in regimi sanguinari. E ancora grazie al contributo di Luca Di Meo Wu Ming 3 e Chrstiano Xho Presutti un ironico ritratto di Sepp Blatter.

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In queste righe non vogliamo tornare sulle proteste che ancora  stanno avvenendo in questi giorni ma piuttosto scoprire se c’è un legame tra quanto accade adesso e quanto succedeva negli anni bui del regime militare (1960-1984). E’ l’operazione che abbiamo fatto nella seconda puntata di BrasilS, quella di sforzarci di capire se c’è un nesso tra le proteste di ieri e quelle di oggi. Abbiamo scoperto che un legame c’è eccome e che il pallone c’entra sempre. Questa storia è solo di una di quelle che avremmo potuto scegliere. Ma forse la più emblematica.

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Sherwood e Sport Alla Rovescia

presentano

BRASILS

seconda puntata

Dalle proteste di ieri a quelle di oggi

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In alcune città del Brasile sabato 21 febbraio ci sono state ancora manifestazioni contro la Copa 2014. La gente è scesa ancora in strada per rivendicare ciò che da mesi va chiedendo: investimenti in sanità e istruzione, adeguamento dei contratti dei lavoratori per quanto riguarda le ore di impiego e il salario.

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Diamo i numeri (ma sempre meno di chi “organizza”…) dei Giochi che finiscono in rosso. E’ l’olimpica sussidiarietà della lobby pronta a contabilizzare interessi e a scaricare debiti sui bilanci pubblici. 

Questa è la notizia…BrasilS che arriva via Svizzera

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Manifestazioni in almeno tredici capitali del Brasile contro il grande evento che sta sconvolgendo il Paese

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Sherwood e Sport Alla Rovescia

presentano

BrasilS


Prima puntata:

Le favelas dietro ai Mondiali 2014

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