Il nuovo Maracanà, inaugurato per la Confederation Cup di giugno, è finalmente operativo. Abbiamo cercato di carpirne pregi e difetti al netto delle tante discussioni e polemiche che ne hanno accompagnato i lavori.

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La strana corsa senza chance di Roma e Milano alle Olimpiadi 2024

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A meno di dieci mesi dal Mondiale, come sta il calcio brasiliano?

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L'irrisoria distanza che corre tra il Maracanà e la Universidade Indigena

 

A pochi metri di distanza dal Maracanã di Rio, meno di duecento, si trova un palazzo come l'Universidade Indigena. Spazio autogestito, punto di riferimento della cultura dei popoli originari.

 

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Bambini giocano a calcio nella favela di Rocinha a Rio de Janeiro.

Quando nell'estate del 1997 Luis Nazario Da Lima, meglio conosciuto come Ronaldo, passò all'Inter dal Barcellona, nella favela di Rocinha ci fu una grandissima festa.

 

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La polizia militare usa mezzi corazzati per gestire l'ordine pubblico.Salvador de Bahia, Porto Alegre, Belo Horizonte, Curitiba, Florianopolis, Fortaleza e Manaus: sono queste alcune delle città più importanti dove i trasporti pubblici si sono fermati per tutta la giornata di ieri. Movimenti e sindacati hanno organizzato numerose manifestazioni di protesta per chiedere migliori condizioni di lavoro. Chiuse anche scuole e ospedali dove hanno operato solo i servizi di emergenza.

 

 

 

 

 

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Giovedì 11 prossimo a San Paulo ci si aspetta non meno di trecentomila persona alla marcia organizzata da sindacati e movimenti.

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Una delle immagini simbolo delle proteste di quest'estate, scattata a Salvador prima di una match dell'Italia in Confederation Cup.

Scontri e cariche fuori lo stadio Castelao di Fortaleza, prima e durante la partita Italia - Spagna. Le mobilitazioni non si fermano.

Intanto è partito l'attacco per screditare il Movimento brasiliano. Non solo i muscoli in campo contro chi protesta.

 

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La convinzione che le larghe intese fossero delle sabbie mobili l’ho sempre avuta. Credo che l’incompatibilità di vedute, se non per l’esigenza di sopravvivere, sia palese. Sebbene sull’ideologia della guerra, sulle discriminazioni, sui vantaggi al vaticano e alla curia, sul mantenimento dei privilegi per i soliti pochi, nel profondo, ci siano anche molti punti d’incontro tra PD e PDL, a parole no, ma purtroppo per loro, valendo in politica l’equazione: parola = fatto, si trovano e troveranno di fronte a dell’impasse insormontabili.

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