• We Want To Play

    • We Want To Play consegnato alla FIGC Veneto

      We Want To Play consegnato alla FIGC Veneto

      Giovedì 4 Maggio una delegazione di polisportive della regione Veneto ha incontrato i vertici del comitato territoriale Figc per consegnare la richiesta di modifica delle norme discriminatorie dell'articolo 40 del Noif riguardanti il tesseramento di atleti provenienti da paesi extra-ue nei...

    • We Want To Play consegnato al comitato regionale FIGC Napoli

      We Want To Play consegnato al comitato regionale FIGC Napoli

      ​Oggi, venerdi 12 maggio, una delegazione di realtà sportive antirazziste campane aderenti alla campagna #WeWantToPlay hanno incontrato i dirigenti del Comitatoregionale F.I.G.C. (Napoli) ai quali hanno consegnato la richiesta di modifica dell’art. 40 quater delle NoiF, che discrimina gli atleti...

    • We Want To Play. Cambiamo le regole del gioco

      We Want To Play. Cambiamo le regole del gioco

        "Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna e la sua assenza non potrà mai essere compensata"                                                                                                                                       Pierre de...

    • We Want To Play - il testo dell'appello

      We Want To Play - il testo dell'appello

      Pubblichiamo il testo di lancio della campagna We Want to Play che mira ad abrogare e modificare i punti b e c dell'articolo 40 comma 11 del NOIF (Norme Organizzative Interne FIGC).Nessuno è illegale per giocare a pallone!

    • We want to play - Welcome Refugees @ Sherwood Festival

      We want to play - Welcome Refugees @ Sherwood Festival

        “WE WANT TO PLAY- REFUGEES WELCOME” Domenica 21 Giugno 2015 Giornata dedicata al diritto alla cittadinanza sportiva all'interno dello Sherwood Festival   Come polisportive antirazziste facenti parte di Sport alla rovescia, abbiamo da sempre cercato di conquistare diritti di cittadinanza e abbattere le barriere...

    • We Want To Play - Fra sport e cittadinanza

      We Want To Play - Fra sport e cittadinanza

        Simpatizzanti , supporter ed atleti provenienti dai più disparati angoli di mondo. Ognuno a raccontare la propria storia tramite la pratica della propria disciplina sportiva. Ci sono i bimbi ed i ragazzi del Quadrato Meticcio. Ci sono i cestisti dei Crabs e dei Kumag's, ci sono i combattenti della Nak...

Sabato 14 settembre si è disputata la partita più attesa dell'anno. A Milano si affrontavano le due squadre più amate e vincenti d'Italia: Internazionale e Juventus.

Tra gli ottantamila spettatori c'era un ragazzo pugliese ormai da anni fuorisede a Bologna per motivi di studio pronto a tutto pur di vedere questa attesissima partita. Pronto a tutto si ma con pochissimi euro in tasca quelli che comunque dovrebbero bastare per vedere una partita di calcio se solo fosse ancora un sport accessibile a tutti, uno sport popolare.

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Uno strano "Derby" a Berlino.

Immaginate di svegliarvi di buon'ora un sabato mattina a Roma o a Napoli. Cosa avreste fatto con i venticinque gradi di una bella giornata di inizio settembre? Noi quattro, amici di lunga data, in vacanza per il fine settimana a Berlino, decidiamo di andare allo stadio per seguire una partita di calcio di serie B. Giocano due squadre speciali, entrambe cooperative sportive, le cui tifoserie esprimono uno stile “working class” noto in tutta Europa: il Sankt Pauli amburghese e l’Eisern Union (“Unione di Acciaio”), club storico della ex Germania a est. L'unico paragone nostrano possibile, sportivamente e politicamente parlando, sarebbe un Ternana-Crotone oppure un Cittadella-Juve Stabia. Eppure, i biglietti sono esauriti da due settimane e le speranze di poter riuscire ad entrare nello stadio sono ridotte al lumicino. Ma fortunatamente non siamo né a Roma, dove sarebbe stata necessaria tessera del tifoso e carta di credito, tanto meno a Napoli, dove non sarebbe bastato qualche contatto nei quartieri spagnoli per avere un biglietto.

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Nonostante il mio vicino di pianerottolo sia un ex giocatore di baseball, e al primo piano del mio edificio sia venuto a vivere un ex allenatore di baseball, non credo di azzardare troppo e offenderli, nel sostenere che il baseball in Italia è uno sport minore, praticato da pochissime persone.

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Un tempo, gli amanti del calcio si mettevano sotto l’ombrellone d’agosto e sfogliavano la Gazzetta per vedere le novità sulla loro squadra di calcio. Gli ultimi acquisti venivano inseriti in maiuscolo accanto ai giocatori che già militavano in quella squadra, così la nuova formazione, con quei nuovi giocatori in risalto, era pronta a farti sognare.

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Stefano Borgonovo

“In Italia è più facile trovare pentiti di mafia che di calcio. La Sla non è solo un problema italiano: Uefa e Fifa si attivino per avviare un’indagine epidemiologica. Qui non si tratta di criminalizzare il calcio, però nemmeno di assolverlo a priori”.

RAFFAELE GUARINIELLO

 

 

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Facile presentare il libro come un romanzo sugli ultras del Cosenza. Facile non equivale a sbagliato, perciò sì, potremmo definire B.D.D – romanzo degli anni zeroun libro che ha per protagonisti e narratori degli ultrà.

Non si tratta di poco, ma come suole dirsi, non c’è solo questo.

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A giugno la UEFA svolgerà i campionati europei Under21 in Israele e molti si domandano se la scelta sia stata corretta.

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Paolo Sollier

Di Franco Carrassi PostNarrativa

Paolo Sollier afferma in un intervista che il ’68 politico, quello militante e del cambiamento sociale, rimase ai margini del calcio, le motivazioni furono la sottovalutazione del mondo calcistico come sistema di diffusione delle buone pratiche dello sport e il bisogno di difendere il privilegio che tale sport porta agli addetti ai lavoro.

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In questi ultimi anni in Italia è entrato al centro del dibattito il tema della "casta". Escono continuamente articoli, saggi, libri e puntate televisive, che dedicano enorme spazio alla denuncia del sistema di potere, privilegi, interessi ed impunità, di cui godono alcune categorie sociali o professionali nel nostro paese. Su tutti i politici, ma a turno sono citati clero, magistratura, giornalisti ed altre figure professionali. A me sembra che ci si dimentichi di una che gode di un'impunità incredibile e che nessuno può osare mettere in discussione: le forze dell'ordine.

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