dims.jpegPiazza Venezia, 18 Giugno. Nel giorno dell’esordio della nostra nazionale nella coppa del mondo è bello vedere qua, in Piazza Venezia, una massa incredibile di persone che respira all’unisono, un respiro che vuole infondere coraggio ai nostri 11 paladini bianchi, orgogliosi e anticasta, pronti a dare battaglia a qualsiasi avversario, per riportare l’Italia sul gradino più alto del podio. Accanto al maxi schermo sull’altare della patria, si possono vedere i volti orgogliosi e fieri, ma sempre concentrati, del nostro premier Gigi di Maio, del Vice premier Matteo Salvini, del ministro delle giovani forse maggiorenni Silvio Berlusconi, della ministra dell’animale-amico Michela Vittoria Brambilla e del ministro dell’orgoglio nazionale Giorgia Meloni.

Come unico accreditato ad assistere a questo spettacolo, devo dire che sento il cuore in tumulto per la gioia e la fierezza con la quale donne, uomini, anziani e bambini hanno affollato questa piazza. Una marea pronta a esultare per ogni gol, che i nostri campioni in maglia azzurra ci sapranno regalare. Risolto brillantemente anche il problema delle maglie azzurre, che al Premier sembravano ricordare troppo l’area del vice premier, ma con la solita fiera capacità di mediazione dei nostri leader si è superata l’impasse, coprendo di bandiere a 5 stelle tutte le piazze in cui i maxi schermi mostreranno le gesta dei nostri eroi nella terra del grande faro mondiale Vladimir Putin. Ai miei tre colleghi che, ritenendosi futuri premi Pulitzer, solo per la stupida osservazione che tutte quella propaganda politica avrebbe finito per strumentalizzare l’evento dei mondiali, prima di essere spediti verso la Libia in un barcone, insieme a quei migranti che avevano impedito la qualificazione diretta della squadra allenata da Giampiero Ventura, è stato spiegato che la bandiera a 5 stelle era soltanto un auspicio affinché l’Italia potesse aggiungere un’altra stella alle quattro che già campeggiano fiere sul petto dei nostri baldi giovani.

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Anche il ministro delle giovani quasi maggiorenni, Silvio Berlusconi, che si era inizialmente risentito per l’idea di mescolare calcio e politica, si è detto soddisfatto per la spiegazione, e adesso lo si vede seduto sul suo piccolo trono, accanto a quelli più grandi degli altri leader vicini. L’inno nazionale è partito, le nostre mani coprono i cuori in tumulto. Come non essere fieri di cotanto amor patrio, in cui tutti siamo quasi uguali. Alcuni giocatori hanno promesso eroicamente che rinunceranno a un decimo del loro bonus per gli obiettivi raggiunti, il premier Gigi Di Maio ha detto, compiacendo la richiesta della sindaca Raggi, che quel grande gesto di rinuncia dei calciatori, sarà utilizzato per coprire le buche di Roma.Al momento del calcio d’inizio è stato proiettato sul maxi schermo, l’ultimo sondaggio che vede il Movimento cinque stelle al 49% dei consensi e la lega d’Italia al 46%. È scattato l’applauso. E come non condividere il sorriso stampato sulle facce dei nostri leader che, fino a pochi mesi fa, vedevano un’Italia fanalino di coda in Europa, financo nel calcio, che ci aveva da sempre risollevato l’orgoglio anche nei peggiori momenti della grande bugia comunista. Oggi, finalmente, che i bugiardi stanno a zero e le frecce tricolore non plagiano più le nostre menti con quei fumi vaccinisti, possiamo applaudire i nostri campioni con spirito libero e fiero.

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Il tutto, soprattutto grazie ai nostri due leader Gigi Di Maio e Matteo Salvini che, dopo un momento di difficoltà nel trovare la quadra per un eventuale governo, sono riusciti con somma astuzia ed estrema correttezza nei confronti di Vladimir Putin, a gridare ad alta voce che non si sarebbero piegati al volere imperialista degli Stati Uniti, da sempre cospiratori contro la Grande Russia. La giusta intuizione di sostenere che con loro al governo, i diplomatici russi sarebbero stati i benvenuti e non espulsi per rappresaglia all’inutile caso Skripal, ha fatto sì che Putin in persona abbia fatto finalmente squalificare la codarda Inghilterra per accogliere a braccia aperte la nostra nazionale. Un plauso a loro dunque, un grande ringraziamento a lui, e come non augurarci che il 15 luglio a Mosca, la finale possa essere tra Italia e Russia. Viva la politica del consenso, che permette allo sport di essere una festa per noi tutti.

Con fiero orgoglio Stefano Fierli