Da anni l’Associazione Sportiva Assata Shakur svolge ad Ancona una funzione di alto valore sociale. Ha cercato di affermare una visione dello sport, del calcio in particolare, incentrata sull’antirazzismo, il rispetto dell’altro, la solidarietà, la partecipazione, molto lontana da quella oggi imperversante basata sul business, la competitività esasperata, nonché l’intolleranza purtroppo ben presente in molti stadi.

In particolare l’organizzazione del Mondialito Antirazzista ha contribuito ad avvicinare le varie comunità etniche presenti nella nostra città, unendole in un evento sportivo che ha avuto riconoscimenti a livello nazionale ed è diventato un punto di riferimento per chi crede che un altro calcio sia possibile. Così operando l’Assata ha avuto anche il grande merito di disinnescare eventuali tensioni tra i vari gruppi nazionali come si è verificato in altre città italiane. 

 

Dunque un’attività meritoria, che in questi anni ha visto il riconoscimento delle stesse amministrazioni comunali le quali non hanno fatto mancare il loro sostegno anche economico alla manifestazione del Mondialito. Una tradizione che è stata spezzata dalla nuova giunta comunale che ha pensato bene di non dare il consueto contributo alla XIII edizione del Mondalito Antirazzista adducendo una motivazione incredibile. Infatti per il sindaco il coinvolgimento di alcuni rappresentanti dell’Assata nella nota vicenda di Casa de nialtri è un marchio di infamia che va punito esemplarmente. Premesso che chi è impegnato da anni in un lavoro sociale a fianco degli immigrati non poteva rimanere insensibile a chi rivendicava un diritto basilare, come quello alla casa, presente anche nella nostra Costituzione, una scelta del genere è inaccettabile e non degna di una città come Ancona con antiche e radicate tradizioni democratiche, festeggiate recentemente in occasione del centenario della “Settimana Rossa”.

Invitiamo, pertanto il Comune, anche alla luce del Patrocino non oneroso che è stato assegnato dall'UNAR, a ritornare sulla sua scelta non degna di una amministrazione che si definisce “democratica”!

Di seguito la lettera dell'Unar: