Oggi mercoledì 19 dicembre nelle sedi regionali della Figc di Marghera ed Ancona si sono svolti degli incontri tra i rispettivi presidenti regionali e le delegazioni di "Sport alla Rovescia", a Marghera composta da Polisportiva Independiente Vicenza, Polisportiva San Precario Padova e Palestra Popolare Rivolta di Marghera, mentre ad Ancona composta da Polisportiva Assata Shakur e APD Konlassata Ancona e Polisportiva Ackapawa Jesi. L'intento comune alle due iniziative era quello di consegnare l'appello "Gioco Anch'io" e un documento più specifico e tecnico di proposta di modifica del regolamento Figc per quanto riguarda il tesseramento dei migranti e dei figli dei migranti nelle giovanili.

Il nodo problematico ruota attorno all'articolo 40 comma 11 e 11bis che presenta delle discriminazioni al tesseramento degli stranieri, infatti si richiede almeno un anno di residenza in Italia e la validità del permesso di soggiorno fino alla fine della stagione sportiva (questo punto è in parte già derogato dalla Figc stessa). Ancora più restrittivo è il regolamento per gli stranieri che sono stati tesserati in passato nella federazione del paese d'origine. Una squadra dilettantistica può schierarne in campo massimo uno e in più il migrante deve dimostrare di essere un "non professionista", presentando il certificato di lavoro o studio. Se questa norma nasce per arginare il fenomeno della tratta dei giovani calciatori, risulta oramai inadeguata per la realtà della società di oggi, dove i migranti sono una parte importante del tessuto produttivo e non solo. Per queste ragioni si chiede la modifica dei commi 11 e 11bis dell'art. 40 NOIF del regolamento Figc con la cancellazione di questi vincoli discriminatori e di conseguenza anche una semplificazione delle procedure di tesseramento. Questo riguarda a maggior ragione i figli dei migranti, anche nati in Italia, che vengono trattati da stranieri e quindi con una procedura differente dagli italiani.

 

 

Sia a Marghera che ad Ancona si è riscontrata una disponibilità e una sensibilità a questa problematica da parte di entrambi i presidenti regionali, Ruzza per il Veneto e Cellini per le Marche. E' emerso come il tema del tesseramento degli stranieri sia oggetto di dibattito sia all'interno degli organi federali come nelle assemblee territoriali. Ruzza si è soffermato principalmente sul problema dei settori giovanili, dove l'attuale regolamento crea problemi per tesserare perfino nella categoria "Pulcini", mentre ad Ancona è emerso che esistono proposte di modifica al regolamento simili a quelle portate avanti dalla campagna "Gioco Anch'io". Ciò è sicuramente il frutto di una battaglia di dignità partita dal basso, che ha aperto attraverso la promozione di un appello e la costruzione di numerose iniziative in tutta Italia la possibilità concreta di ottenere un reale cambiamento del regolamento per arrivare alla definitiva equiparazione normativa del tesseramento degli stranieri con quello dei giocatori italiani. E' importante continuare a portare avanti la campagna "Gioco Anch'io" con la speranza che già dalla stagione prossima far giocare uno o più stranieri extracomunitari sia la normalità per una società calcistica dilettantistica e non più un calvario.

Un'immagine dalla Figc di Marghera

L'incontro ad Ancona tra il presidente Cellini e la delegazione marchigiana di Sport Alla Rovescia