Domenica scorsa è stata la giornata della prima teatrale della Scala a Milano, di seguito due spettacoli teatrali da annotare, che hanno a che fare col mondo dello sport, in specie con il calcio.

 

Prima di presentarsi con rosei e violacei pennacchi sulla testa e palandrane enormi con fiori e laccioli, Concha Bonita era un calciatore “guapo e macho”, forte ed osannato, giocava in Argentina, si chiamava Pablo. Il musical di Alfredo Arias, con musiche di Nicola Piovani, “Concha Bonita”, mette in scena la vita di una stravagante signora che vive a Parigi, dedita alle voluttà ed alla ricerca della bellezza, all’eccentricità ed alla stravaganza, a tal punto da essere portata a vedere intorno a se Evaavabrette, una sorta di icona degli ideali femminili, modello perfetto di Concha. Così avvenente da procurarsi il soprannome di “Bonita”, Concha è una transessuale e ricca viveur che si trova a fare i conti con il suo passato: dall’Argentina torna improvvisamente sua moglie Miriam e sua figlia Dolly, che scombussoleranno la vita di Concha. “Dov’è mio marito, sono venuta a cercarlo giungendo… dall’altra sponda!” dice Miriam a Raimundo, confidente ed amico di Concha, la quale piomba in una crisi profonda, tenterà invano di ritrovare la sua identità maschile, ed anche grazie a sua figlia Dolly, riuscirà a diventare una donna meno appariscente e caricaturale. Il personaggio di Concha, messo in contrasto con la figura del calciatore che lei era in passato, riesce a dare maggiore significato ad un messaggio di tolleranza e non discriminazione, proprio perché come è stato ribadito in tanti articoli che fanno parte della campagna “NoDiSex” ideata da Sportallarovescia, nel mondo del calcio, e dello sport in generale, possono crearsi ambienti omofobi. 

Cambiamo scena, e parliamo di “Italia – Brasile 3 – 2”, testo pubblicato ad aprile del 2010 dalla Sellerio Editore Palermo, trasposizione del monologo teatrale di Davide Enia, scrittore ed interprete di teatro. La sua piece è stata molto apprezzata in Italia ed in Europa. Si parla del match tra Italia e Brasile del mondiale spagnolo vinto dagli azzurri nel 1982; si tratta di un racconto minuto per minuto della partita, seguito in un appartamento di Palermo da un gruppo di parenti ed amici che di fronte la televisione, a quel tempo “nuova”, Sony Black Triniton, si esalta, tifa, bestemmia. Tutto in rigoroso dialetto palermitano, che conferisce un carattere epico ai momenti della partita e mette in risalto il pathos di chi segue il match; e poi ci sono racconti di storie di calcio, come le vicende relative alla figura di Garrincha, o la storia, realmente accaduta, della partita della Start, la squadra di calciatori ucraini che affrontarono una selezione messa su dai nazisti, non rinunciarono a giocare ed a vincere, e che per non aver abbassato la testa in campo furono uccisi dagli uomini del terzo reicht. Koinè mediterranea e passione per il calcio, tutto contenuto in esattamente 100 pagine ed in uno spettacolo da vedere.