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Quando eravamo bambini, giocavamo in campetti improvvisati, nei parcheggi all’aperto e sul ciglio delle strade. Ci scambiavamo cazzotti, pallonate e strette di mano, entrando in contatto con ragazzi di tutti i quartieri.Poi arrivarono le playstation, internet, i campi sintetici e le scuole calcio. Alcuni di noi continuarono a giocare, altri smisero di farlo. Tutti abbandonarono i campetti impervi. Così si svuotarono tanti angoli della città. Ci svuotammo un po’ anche noi tutti, dentro.

 

Da qualche mese è attiva “Cusenza Mmishkata”, una polisportiva molto “sportiva” e poco “poli”. L’obiettivo è riprendersi le strade e prendere a pallonate la solitudine. “Cusenza Mmishkata” odia il razzismo e la xenofobia. Al suo interno ci sono donne, uomini, omo ed eterosessuali, migranti, rom stanziali e di recente ingresso.

Sabato pomeriggio, insieme all’associazione La Ginestra di Mendicino, ha pacificamente invaso uno dei tanti campetti abbandonati della città per disputarvi un’agguerrita amichevole. Il campetto si trova sul viale Parco (viale Mancini) che il PD vuole sventrare per costruire un’inutile metropolitana “leggera”. Distribuiranno ancora milioni di euro ai padroni del cemento e alle famiglie politiche che da anni, forti di un consenso assegnato loro da tanti nostri concittadini per una forma di clientelismo da sopravvivenza, malgovernano la sanità, i servizi, l’edilizia sociale e molto altro. La Cosenza meticcia che pratica lo street soccer continuerà a giocare. E a condividere le lotte per i beni comuni e la dignità umana.