Di Davide Drago e Anna Irma Battino

Tratto da Globalproject

«Nel 2019 è inconcepibile che ci siano

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Nel periodo storico del decreto Pillon, delle dichiarazioni sessiste sulle donne e il calcio, del maschilismo dilagante dei potenti e della società, assistiamo ad un altro livello di discriminazioni, quello dei regolamenti federali internazionali.

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La Coppa d’Asia è stata vinta a fine gennaio dal Qatar, vincitore del torneo per la prima volta, che ha battuto il Giappone in finale. Si tratta di una vittoria sostenuta da grandi investimenti del paese, specie attraverso l’accademia sportiva d’eccellenza costruita nel 2004, Aspire. Un altro tassello che porta il paese verso il mondiale che si disputerà nel 2022. 

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di Davide Drago

In queste settimane le polemiche intorno al mondo del calcio hanno raggiunto livelli imbarazzanti. Se non è il razzismo a togliere spazio al calcio giocato, lo è il sessismo. Detto, fatto e il patatrac è servito.
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di Davide Drago

Abbiamo spesso scritto, soprattutto la scorsa estate, della situazione drammatica in cui si trova il calcio cosiddetto di provincia, la Serie C per intendersi. Ne torniamo a scrivere dopo la partita “farsa” di ieri tra Cuneo e Pro Piacenza.

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di Davide Drago

 

Ancora una volta il presidente della Turchia Erdogan - nel pieno della sua tirannia - utilizza lo sport come strumento di propaganda, ma anche di repressione nei confronti di chi lo attacca. Questa volta ad essere sotto accusa è il pugile Ismail Özen.

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Curiosando tra i programmi sportivi ci si imbatte nelle chiacchiere banali, facili, ripetitive e scontate che acchiappano un odiens altrettanto banale, facile, ripetitivo e scontato. Persone che non chiedono molto, e a cui non viene dato molto. Tutti contenti. Ogni tanto però anche nei palinsesti tivù nazionali esistono alcuni che vorrebbero veicolare altri tipi di messaggio, qualcosa di più alto, perché come da queste pagine abbiamo ricordato a profusione, si sa quanto lo sport e, in primis il calcio, possano esseri letti non solo in modo banale, facile, ripetitivo e scontato.

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di Davide Drago

 

La Turchia è ormai sempre meno una democrazia compiuta. Giornalisti, intellettuali, attivisti, ma anche cittadini comuni, vengono arrestati e perseguitati da una magistratura influenzata dal potere politico di Erdogan. La tracotanza del regime turco ha da qualche tempo iniziato a colpire anche chi, nel mondo dello sport, si “permette” di esprimere un pensiero diverso da quello del dittatore turco.

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Le ultime notizie dell’anno appena passato in tema di futebol provenienti dall’Argentina ci hanno raccontato della scelta di spostare la finale di Coppa Libertadores, disputata tra le maggiori squadre del campionato argentino nella forma del “clasico”, a Madrid, lo scorso fine novembre. Un’operazione giustificata dall’esigenza di sicurezza ma con chiari scopi commerciali, in quello che è il paese delle tifosi violenti incarnati dalle “barras bravas” che finiscono però per essere ventilati come il “folk devil” da esporre al pubblico senza considerare il contesto di commercializzazione e sfruttamento che avviene nella società Argentina.

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Mercoledì 26 Dicembre. Posticipo serale: Inter – Napoli. Bocconi di pallone agli stomaci mai sazi dei voyeur. Se c’è una cosa che può calpestare impunemente le mai così difese tradizioni, è lo show business. Anzi il campionato, il 26 Dicembre, è più un regalo che una mancanza di rispetto.

Dopo il pareggio esterno della Juventus a Bergamo, il Napoli di Carletto Ancelotti ha la possibilità di accorciare le distanze in classifica. C’è aria tesa e non solo nelle stanze segrete del tempio di San Siro.

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Enzo-Scaini

Recensione del libro “Non Ero Paolo Rossi”

di Teo Molin Fop

Nell'estate del 2018 è uscito per Edizioni Eraclea il libro “Non ero Paolo Rossi. Enzo Scaini, la morte misteriosa di un calciatore dimenticato” scritto da due giornalisti romani Giampiero De Andreis e Emanuele Gatto. A 35 anni di distanza, gli autori del libro ci regalano un ritratto di “Scaio” e allo stesso una minuziosa inchiesta, che partendo da un'attenta lettura degli atti processuali cerca di portare a galla la verità sulla misteriosa morte di Scaini.

Siamo nel gennaio 1983 e Scaini è un ventisettenne calciatore del Lanerossi Vicenza. Il 16 gennaio gioca al Menti contro il Trento la sua ultima partita. In seguito a uno scontro fortuito, si fa male nuovamente male al ginocchio sinistro ed esce dal campo con le lacrime agli occhi: era l'ennesimo stop dopo il pesante infortunio al ginocchio avuto l'anno precedente. Il 21 gennaio viene sottoposto ad un intervento chirurgico presso la rinomata clinica privata “Villa Bianca” a Roma. Circa un'ora dopo l'operazione Enzo muore per una grave insufficienza cardiaca.

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di Davide Drago

Il rapporto tra il potere e il mondo ultras è stato quasi sempre caratterizzato da uno scontro duro. L’attuale società della sicurezza contemporanea -come afferma il filosofo Agamben – si serve delle procedure d’emergenza: esse «mirano a una minaccia immediata e reale, che occorre eliminare sospendendo per un tempo limitato le garanzie della legge; le «ragioni di sicurezza» delle quali si parla oggi costituiscono al contrario una tecnica di governo normale e permanente» (Agamben 2014).

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